Krav-Maga e Arti Marziali
Il krav-maga, che non è una disciplina sportiva, e le arti marziali, nascono storicamente da un’esigenza comune: la necessità di difendersi e sconfiggere un nemico.
Laddove però il primo, elaborato e sviluppato a partire dalla metà del secolo scorso, ha conservato il suo senso originario di sistema di autodifesa-offesa, le seconde hanno perso la struttura propriamente “marziale” modificandosi in un costrutto di tecniche codificate che poggiano su principi culturali e filosofici.
L’esercizio delle arti marziali tradizionali (Karate, Aikido, Kung-fu, etc.) oggi, si basa su tecniche eseguite secondo schemi rigorosi e ritualizzati; per contro, nel Krav-maga le tecniche risultano essere suscettibili di rielaborazione e adattamento alle diverse situazioni in cui si può incorrere nella vita reale.
Nell’applicazione sportiva delle arti marziali il contatto tra i due avversari è limitato e controllato e la vittoria si consegue ottenendo il maggior numero di punti.
Nel Krav-maga non esistono competizioni.
Nato per essere appreso in tempi brevi in contesti bellici, pone come unica finalità la neutralizzazione dell’aggressore nel più breve tempo possibile. Pur avvalendosi di tecniche estrapolate dalle arti marziali (calci, colpi di taglio della mano etc.), il Krav-maga armonizza ed ottimizza in rapidità ed efficacia l’esecuzione dei movimenti.
L’apprendimento delle arti marziali presuppone un esercizio prolungato affinché queste possano essere padroneggiate come sistemi di difesa sicuri ed efficaci, laddove il Krav-maga è un insieme di tecniche semplici e rapide da apprendere applicabili da chiunque in situazioni di rischio immediato (aggressione, rapina, stupro etc.).
Articolo redatto da:
Donatella Rossi
con la collaborazione di Boris Rinaldi









