Differenze tra Krav-Maga e Sport da ring
01-02-2010
Ciò che, a prima vista, accomuna il Krav-maga agli sport da combattimento, è il pieno contatto fisico nello scambio dei colpi. Ad una più attenta analisi però, il Krav-maga si discosta dagli sport da combattimento per difformità di intenti.
Questi ultimi traggono origine da contesti storico-culturali a volte molto antichi (pugilato, boxe tailandese etc.) e non sempre con una determinazione alla “lotta su campo” e all’annientamento di un aggressore reale, bensì al superamento dell’avversario mediante punti assegnati per i colpi portati a segno.
Nel Krav-maga l’insegnamento di tecniche è sotteso non ad una vittoria sportiva, ma ad un discorso di sopravvivenza in situazioni di pericolo in cui nessun atto dell’aggressore è prevedibile e lo stress psico-fisico gioca un ruolo fondamentale.
Gli sport da combattimento, come ben denota il nome, si prestano all’applicazione sportiva a vari livelli, dalla ricerca del benessere fisico all’attività agonistica; per valutarli come sicuro sistema di autodifesa occorrono anni di esercizio ed allenamento.
Nel Krav-maga non esistono competizioni.
Trattandosi di un insieme di tecniche ideate e applicate a scopo di autodifesa, sono previsti colpi proibiti portati in quelle zone del corpo vietate in qualsiasi altra disciplina da combattimento.
Inoltre, poiché in una reazione ad aggressione il fattore tempo è determinante, si tratta di tecniche dirette, altamente offensive che mirano a concludere l’azione nel più breve tempo possibile.
Tutto ciò, ovviamente, preclude al Krav-maga la possibilità di applicazione sul ring, dove il combattimento è scandito da tempi prestabiliti (round) e comunque si cerca nel complesso di contenere l’entità del danno fisico dei due opponenti.
Sebbene molti colpi del Krav-maga derivino direttamente dagli sport da combattimento (pugni, calci, ginocchiate etc.) le tecniche e le integrazioni dei colpi in sequenze non possiedono carattere di rigidità, ma anzi possono essere fuse, rielaborate e migliorate al fine di renderle contestualmente efficaci e di rapido apprendimento.
Articolo redatto da:
Donatella Rossi
con la collaborazione di Boris Rinaldi


